"Vogliamo ribadire che allentare le restrizioni non rappresenta la fine dell'epidemia in nessun paese. La fine dell'epidemia richiederà uno sforzo costante da parte di individui, comunità e governi per continuare a reprimere e controllare il virus".
"I cosiddetti lockdown - ha aggiunto - possono aiutare a smorzare l'epidemia, ma non possono farcela da soli. I Paesi devono ora assicurarsi di poter rilevare, testare, isolare e curare ogni caso e rintracciare ogni contatto". A parlare è Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), intervenuto in conferenza stampa a Ginevra su Covid-19.
Per quanto riguarda i vaccini in fase di sviluppo, ecco la posizione dell'OMS: "Accogliamo con favore ogni lavoro si stia portando avanti su un vaccino, nel modo più rapido e sicuro possibile. Abbiamo ormai migliaia di sequenze virali disponibili e i ricercatori le stanno studiando tutte. Questo ci consente di vedere se e come" Sars-Cov-2 "cambia e stiamo verificando che è relativamente stabile: compie i normali cambiamenti che un virus compie e che ci aspettavamo. Questa è una buona notizia per lo sviluppo di un vaccino", ha detto Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il Coronavirus del programma per le emergenze dell'Oms.
Insomma, la fase 2 soprattutto in Italia non è un punto di arrivo, non è la fine dell'emergenza, ma un tassello importante nella lotta a questo temibile virus; solo con politiche di controllo adeguate e con il senso di responsabilità di ognuno di noi sarà possibile contrastarlo, limitandone i terribili effetti.
A tal proposito c'è già un esempio eclatante.
A Singapore, infatti, dopo una prima ondata che è stata ben contenuta dalle autorità locali, si sono registrati 2500 nuovi contagi in appena 48 ore. Si tratta di un numero particolarmente elevato se si pensa che i casi accertati salgono adesso a 9125, di cui 1.426 registrati nella giornata del 20 aprile; il 27% dei casi di contagio da COVID 19 si è concentrato in soli due giorni.
Analizzando poi le mappe dei contagi, i focolai si sarebbero sviluppati nei dormitori dei lavoratori provenienti dall'estero, soprattutto da altri Paesi asiatici. Quindi l'ipotesi di un contagio di ritorno "straniero" fa ancora parlare di sé ed è da tenere nel dovuto conto, soprattutto in vista di una FASE 2 che prevede il ritorno graduale al lavoro: sarà necessario prestare massima attenzione.